News Archives - Residenza Villa Genusia

Dieta e malattie reumatiche: Marco Bianchi e il prof. Selmi


Cosa può fare l’alimentazione per le malattie reumatiche? Tanto. Qualche esempio? I broccoli per proteggere le articolazioni dall’artrosi e la frutta secca per aiutare a prevenire la tiroidite autoimmune. La dieta “anti-infiammatoria”, gli alimenti che possono far bene a Leggi altro

Il mal di testa un campanello d’allarme per l’ipotiroidismo?


Il mal di testa come possibile “spia” di un aumentato rischio di ipotiroidismo? Emicrania, cefalea a grappolo o tensiva: le persone che ne soffrono potrebbero andare incontro a questa disfunzione tiroidea. A suggerirlo è un team della University of Cincinnati Leggi altro

Meningite, Iss: quali vaccini esistono e chi dovrebbe vaccinarsi


Sulla meningite non c’è alcuna emergenza. Per l’Istituto superiore di Sanità “l’epidemia è solo mediatica” e per il ministero della Salute “al momento non esiste alcuna situazione epidemica”. Di fronte al susseguirsi di casi di meningite, anche fatali, in tutta Leggi altro

Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici


Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici Criticità assistenziali nella gestione della persona affetta da sindrome da allettamento in RSA e RSSA, percorso ed ottimizzazione delle risorse. Numero chiuso a 50 partecipanti (anche OSS). Leggi altro

Corso ECM - Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO


Sabato 22 ottobre 2016 si svolgerà, presso l’Auditorium della Residenza Villa Genusia di Ginosa Marina (TA), il corso di aggiornamento dal titolo “Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO”. L’evento organizzato dalla SNAMID (Società nazionale di Leggi altro

Dieta e malattie reumatiche: Marco Bianchi e il prof. Selmi

Cosa può fare l’alimentazione per le malattie reumatiche? Tanto. Qualche esempio? I broccoli per proteggere le articolazioni dall’artrosi e la frutta secca per aiutare a prevenire la tiroidite autoimmune. La dieta “anti-infiammatoria”, gli alimenti che possono far bene a ossa e sistema immunitario e i consigli per uno stile di vita corretto sono stati gli argomenti al centro della conversazione tra Marco Bianchi, cuoco della salute e divulgatore scientifico di Fondazione Umberto Veronesi, e il professor Carlo Selmi, responsabile di Reumatologia e Immunologia clinica dell’ospedale Humanitas e docente all’Università degli Studi di Milano.

Occasione del confronto il terzo appuntamento di “Spuntino con…”, la rubrica dedicata proprio ad alimentazione e benessere trasmessa in diretta Facebook sul profilo di Marco Bianchi.

«Le malattie reumatiche e l’alimentazione sono correlate. Si tratta di malattie caratterizzate da un’infiammazione cronica e l’intervento di tutto ciò che la sfavorisce, anche legato all’alimentazione, è da incoraggiare», spiega il professore.

Un piatto leggero, fatto di ingredienti “nemici” dell’infiammazione è ad esempio la torta salata con verza, broccoli, cavolo nero e noci ideata da Marco Bianchi per “Spuntino con…”: «I broccoli, come tutte le crucifere, svolgono un’azione protettiva nei confronti della cartilagine delle articolazioni, prevenendone il consumo e, dunque, l’artrosi. Mentre le noci – ricorda lo specialista – , come la frutta secca in generale, contengono selenio, utile per la prevenzione della tiroidite autoimmune, la malattia autoimmune più diffusa».

(Per approfondire leggi qui: Torta salata con verza, broccoli e cavolo nero: lo spuntino è “antinfiammatorio”)

Vitamina D e calcio per le ossa

Ancora, tanto le noci quanto i broccoli, dunque le crucifere o brassicacee, sono una fonte preziosa di calcio alternativa a latte e derivati: «Il calcio serve perché è fondamentale per la produzione della matrice ossea e perché rinforza l’osso. Il latte e i formaggi stagionati, ma anche le acque effervescenti naturali ricche di calcio, possono fornire il minerale di cui si ha bisogno per la salute delle ossa». A questi prodotti è possibile affiancare anche «il sesamo, pure nella versione “in crema”, ovvero il tahin, oltre a frutta secca e brassicacee», aggiunge Marco Bianchi.

Sempre per le ossa è necessario un altro micronutriente, la vitamina D: «Questa vitamina concorre, con il calcio, alla salute del tessuto osseo. Per il suo assorbimento è importante l’esposizione al sole. La dieta difficilmente riesce ad innalzarne livelli molto bassi e dunque la supplementazione può essere utile. Per la vitamina D non ci sono valori “normali” ma auspicabili: se il suo apporto non è adeguato tutte le malattie croniche peggiorano».

Il professor Selmi e Marco Bianchi hanno risposto alle domande e soddisfatto le curiosità degli utenti di Facebook. Tra questi c’era chi aveva eliminato il latte dalla dieta ottenendo benefici: «Il latte contiene alcune proteine che possono essere pro-infiammatorie, ma la risposta è sempre soggettiva. Bisogna sempre considerare che la “dieta dell’eliminazione” ha risultati soggettivi i cui effetti non possono essere previsti».

Per il sistema immunitario quale alimentazione è meglio seguire?

«È indicata una dieta bilanciata, con un buon apporto di frutta e verdura di stagione. Anche il digiuno può avere un effetto protettivo, ad esempio nella gotta, altra malattia infiammatoria, sempre se utilizzato con buon senso e sotto adeguato controllo medico», avverte il professor Selmi.

Tra gli alimenti antinfiammatori c’è sicuramente la curcuma il cui effetto è stato documentato da alcuni studi: «In ogni caso – precisa l’esperto – ci riferiamo sempre a studi condotti o su pochi pazienti o su modelli sperimentali, pertanto bisogna considerare questi consigli come dei suggerimenti, delle indicazioni sullo stile di vita». Anche sugli omega-3 ci sono «dati promettenti, sebbene preliminari, riguardo l’artrite reumatoide. Nei pazienti che avevano seguito una dieta ricca di omega 3 la malattia era meno “aggressiva”».

(Per approfondire leggi qui: Malattie reumatiche, quali benefici dalla curcuma?)

Tra le strategie con cui poter contrastare l’infiammazione ci sono infine l’attività fisica e il controllo del peso: «Bisogna muoversi per mantenere le articolazioni in movimento e, se necessario, diminuire il peso corporeo. Il sovrappeso e l’obesità hanno un effetto negativo, pro-infiammatorio. Ad esempio all’artrite psoriasica si associano i disturbi del metabolismo (come l’ipertensione, la sindrome metabolica e il diabete) per cui è importante mantenere un peso nella norma. Infine i chili in eccesso aumentano il sovraccarico sulle articolazioni, come ginocchia, bacino e persino mani», conclude il professore.

fonte UMANITAS


Il mal di testa un campanello d’allarme per l’ipotiroidismo?

Il mal di testa come possibile “spia” di un aumentato rischio di ipotiroidismo?

Emicrania, cefalea a grappolo o tensiva: le persone che ne soffrono potrebbero andare incontro a questa disfunzione tiroidea. A suggerirlo è un team della University of Cincinnati College of Medicine (Stati Uniti) in una ricerca pubblicata su Headache: The Journal of Head and Face Pain.

I ricercatori hanno valutato i dati di poco meno di 8mila e 500 soggetti. Questi erano stati arruolati in un programma ventennale per il monitoraggio della salute di parte dei residenti di un’area vicino Cincinnati in cui era attivo un impianto per la lavorazione dell’uranio. Le persone che avevano riferito di soffrire di mal di testa avevano il 21% di probabilità in più di sviluppare ipotiroidismo, rischio che saliva del 41% in caso di emicrania.

 

Fonte: Humanitas


Meningite, Iss: quali vaccini esistono e chi dovrebbe vaccinarsi

Sulla meningite non c’è alcuna emergenza. Per l’Istituto superiore di Sanità “l’epidemia è solo mediatica” e per il ministero della Salute “al momento non esiste alcuna situazione epidemica”. Di fronte al susseguirsi di casi di meningite, anche fatali, in tutta Italia, dalla Toscana alla Lombardia, dal Piemonte alla Sicilia, tanti cittadini preoccupati si sono rivolti a medici di base, Asl ed esperti per rivolgere diverse domande sulla malattia e su come poterla prevenire.

Il Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità è intervenuto per rispondere ai dubbi più comuni sulla meningite, su chi è più a rischio e sui vaccini disponibili:

Quali batteri causano la meningite?

Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: A, B, C, Y, W135, X. Il C è il più aggressivo; insieme al sierogruppo B è anche il più frequente.

Quali sono le fasce più a rischio di contrarre la meningite da meningococco?

I bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e, esattamente, contro quali ceppi? 

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C;
  • il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y;
  • il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

Sono obbligatori o raccomandati?

Alcuni vaccini sono già raccomandati ed offerti gratuitamente, altri invece lo saranno appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C,Y,W, è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino.

(Per approfondire leggi qui: Meningite, Lorenzin: i vaccini l’unico modo per difendersi)

Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affetti da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite etc.) o per la presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche e/o dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa). Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà presto raccomandato per i bambini più piccoli anche a livello nazionale.

Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino?

La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione. La vaccinazione contro il meningococco B prevede diversi dosaggi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno di età. Al momento, questo vaccino è gratuito solo in alcune Regioni, ma presto dovrebbero esserlo a livello nazionale.

Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami. La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.

(Per approfondire leggi qui: Meningite da Escherichia coli, il caso della maestra morta a Roma)

Negli adolescenti va fatta la vaccinazione? E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo?

La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti. Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto.

Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione?

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi alla ASL o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base.

Fonte: Humanitas


Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici

Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici
Criticità assistenziali nella gestione della persona affetta da sindrome da allettamento in RSA e RSSA, percorso ed ottimizzazione delle risorse.
Numero chiuso a 50 partecipanti (anche OSS).


Corso ECM – Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO

Sabato 22 ottobre 2016 si svolgerà, presso l’Auditorium della Residenza Villa Genusia di Ginosa Marina (TA), il corso di aggiornamento dal titolo “Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO”.
L’evento organizzato dalla SNAMID (Società nazionale di aggiornamento per il medico di medicina generale) e dalla Direzione Generale di Villa Genusia con il Patrocinio dell’AGE (Associazione Geriatri Extraospedalieri) e della SIGOT (Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio), è rivolto a medici di medicina generale, medici specialisti e figure professionali ed è stato accreditato ai fini del programma di Formazione Continua in Medicina del Ministero della Salute.
Gli argomenti trattati nel corso sono un update alla luce dei cambiamenti negli ultimi anni che hanno portato il medico di medicina generale a gestire pazienti cronici ed anziani con patologie che sino a poco tempo fa erano solo di pertinenza specialistica.

A tale proposito lo studio delle patologie in campo respiratorio hanno subito negli ultimi anni un continuo progresso non solo per l’incremento di tali malattie dovuto all’aumento dell’età media dei pazienti e dei vari fattori di rischio, ma anche dovuto ad una crescente richiesta da parte dei pazienti di un stato di salute migliore.
Un altro aspetto legato al tema principale del corso è quello del tromboembolismo venoso con particolare attenzione agli aspetti di prevenzione e terapia.
Pertanto, in una fase in cui si cerca di deospedalizzare l’Anziano fragile e favorirne la gestione sul territorio, appare evidente che il ruolo del medico di medicina generale diventa sempre più strategico all’interno della rete territoriale di assistenza per ridurre la mortalità e la morbosità dell’anziano fragile.

La mission di favorire il collegamento tra i vari setting assistenziali e di cura del territorio, che accomuna la Direzione di Villa Genusia e le Società Scientifiche che hanno organizzato questo corso di aggiornamento, si prefigge, inoltre, di dare inizio ad un percorso formativo per medici e professioni sanitarie per rafforzare e qualificare la rete territoriale di assistenza.
La Segreteria Organizzativa è la SNAMID, prov. di Bari, nella persona del dott. Salvatore Pesola, mentre la Segreteria Scientifica è del dott. Francesco Badagliacca, Presidente Regionale dell’Associazione Geriatri Extraospedalieri e Coordinatore sanitario della RSSA “Villa Genusia”.

Importanza-dell-diagnosi-precoce-·-GINOSA-(2)-invito-1 Importanza-dell-diagnosi-precoce-·-GINOSA-(2)-invito-2


Lettera di ringraziamento di Maria Legrottaglie

Carissimo staff di Villa Genusia,

grazie a voi sono state attuate diverse iniziative nei miei confronti, per questo volevo farvi un grazie di cuore a tutti voi. I più vivi ringraziamenti per la vostra collaborazione, con l’augurio di una proficua e duratura carriera.

Grazie per averci appoggiato in un momento così difficile, la vostra attenzione nei nostri riguardi è risultata particolarmente gradita, grazie, non solo per quello che avete fatto ma per avermi fatta sentire che per me valeva la pena farlo.

Grazie per essere stati presenti nel momento del mio bisogno e non farmi sentire mai sola.

Un grazie particolare va a Franco Castria per avermi sollevato quando pensavo di cadere e grazie a lui parecchie cose si sono risolte e il sorriso ha iniziato a far parte di nuovo di me…

Che dire in un unica parola ringrazio veramente tutti e ne sarò grata sempre.

Maria Legrottaglie

DSC_0096


XXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2016

DSC_6800 copia

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA XXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2016

 

Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria:
“Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5)

 

Cari fratelli e sorelle,

la XXIV Giornata Mondiale del Malato mi offre l’occasione per essere particolarmente vicino a voi, care persone ammalate, e a coloro che si prendono cura di voi.

Poiché tale Giornata sarà celebrata in modo solenne in Terra Santa, quest’anno propongo di meditare il racconto evangelico delle nozze di Cana (Gv 2,1-11), dove Gesù fece il suo primo miracolo per l’intervento di sua Madre. Il tema prescelto – Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” (Gv 2,5) si inscrive molto bene anche all’interno del Giubileo straordinario della Misericordia. La Celebrazione eucaristica centrale della Giornata avrà luogo l’11 febbraio 2016, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, proprio a Nazareth, dove «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). A Nazareth Gesù ha dato inizio alla sua missione salvifica, ascrivendo a sé le parole del profeta Isaia, come ci riferisce l’evangelista Luca: «Lo spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (4,18-19).

DSC_0055La malattia, soprattutto quella grave, mette sempre in crisi l’esistenza umana e porta con sé interrogativi che scavano in profondità. Il primo momento può essere a volte di ribellione: perché è capitato proprio a me? Ci si potrebbe sentire disperati, pensare che tutto è perduto, che ormai niente ha più senso…

In queste situazioni, la fede in Dio è, da una parte, messa alla prova, ma nello stesso tempo rivela tutta la sua potenzialità positiva. Non perché la fede faccia sparire la malattia, il dolore, o le domande che ne derivano; ma perché offre una chiave con cui possiamo scoprire il senso più profondo di ciò che stiamo vivendo; una chiave che ci aiuta a vedere come la malattia può essere la via per arrivare ad una più stretta vicinanza con Gesù, che cammina al nostro fianco, caricato della Croce. E questa chiave ce la consegna la Madre, Maria, esperta di questa via.

Nelle nozze di Cana, Maria è la donna premurosa che si accorge di un problema molto importante per gli sposi: è finito il vino, simbolo della gioia della festa. Maria scopre la difficoltà, in un certo senso la fa sua e, con discrezione, agisce prontamente. Non rimane a guardare, e tanto meno si attarda ad esprimere giudizi, ma si rivolge a Gesù e gli presenta il problema così come è: «Non hanno vino» (Gv 2,3). E quando Gesù le fa presente che non è ancora il momento per Lui di rivelarsi (cfr v. 4), dice ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (v. 5). Allora Gesù compie il miracolo, trasformando una grande quantità di acqua in vino, un vino che appare subito il migliore di tutta la festa. Quale insegnamento possiamo ricavare dal mistero delle nozze di Cana per la Giornata Mondiale del Malato?

DSC_6833 copiaIl banchetto di nozze di Cana è un’icona della Chiesa: al centro c’è Gesù misericordioso che compie il segno; intorno a Lui ci sono i discepoli, le primizie della nuova comunità; e vicino a Gesù e ai suoi discepoli c’è Maria, Madre provvidente e orante. Maria partecipa alla gioia della gente comune e contribuisce ad accrescerla; intercede presso suo Figlio per il bene degli sposi e di tutti gli invitati. E Gesù non ha rifiutato la richiesta di sua Madre. Quanta speranza in questo avvenimento per noi tutti! Abbiamo una Madre che ha gli occhi vigili e buoni, come suo Figlio; il cuore materno e ricolmo di misericordia, come Lui; le mani che vogliono aiutare, come le mani di Gesù che spezzavano il pane per chi aveva fame, che toccavano i malati e li guarivano. Questo ci riempie di fiducia e ci fa aprire alla grazia e alla misericordia di Cristo. L’intercessione di Maria ci fa sperimentare la consolazione per la quale l’apostolo Paolo benedice Dio: «Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione» (2 Cor 1,3-5). Maria è la Madre “consolata” che consola i suoi figli.

DSC_6831 copiaA Cana si profilano i tratti distintivi di Gesù e della sua missione: Egli è Colui che soccorre chi è in difficoltà e nel bisogno. E infatti nel suo ministero messianico guarirà molti da malattie, infermità e spiriti cattivi, donerà la vista ai ciechi, farà camminare gli zoppi, restituirà salute e dignità ai lebbrosi, risusciterà i morti, ai poveri annunzierà la buona novella (cfr Lc 7,21-22). E la richiesta di Maria, durante il banchetto nuziale, suggerita dallo Spirito Santo al suo cuore materno, fece emergere non solo il potere messianico di Gesù, ma anche la sua misericordia.

Nella sollecitudine di Maria si rispecchia la tenerezza di Dio. E quella stessa tenerezza si fa presente nella vita di tante persone che si trovano accanto ai malati e sanno coglierne i bisogni, anche quelli più impercettibili, perché guardano con occhi pieni di amore. Quante volte una mamma al capezzale del figlio malato, o un figlio che si prende cura del genitore anziano, o un nipote che sta vicino al nonno o alla nonna, mette la sua invocazione nelle mani della Madonna! Per i nostri cari che soffrono a causa della malattia domandiamo in primo luogo la salute; Gesù stesso ha manifestato la presenza del Regno di Dio proprio attraverso le guarigioni: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano» (Mt 11,4-5). Ma l’amore animato dalla fede ci fa chiedere per loro qualcosa di più grande della salute fisica: chiediamo una pace, una serenità della vita che parte dal cuore e che è dono di Dio, frutto dello Spirito Santo che il Padre non nega mai a quanti glielo chiedono con fiducia.

Nella scena di Cana, oltre a Gesù e a sua Madre, ci sono quelli che vengono chiamati i “servitori”, che ricevono da Lei questa indicazione: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2,5). Naturalmente il miracolo avviene per opera di Cristo; tuttavia, Egli vuole servirsi dell’aiuto umano per compiere il prodigio. Avrebbe potuto far apparire direttamente il vino nelle anfore. Ma vuole contare sulla collaborazione umana, e chiede ai servitori di riempirle di acqua. Come è prezioso e gradito a Dio essere servitori degli altri! Questo più di ogni altra cosa ci fa simili a Gesù, il quale «non è venuto per farsi servire, ma per servire» (Mc 10,45). Questi personaggi anonimi del Vangelo ci insegnano tanto. Non soltanto obbediscono, ma obbediscono generosamente: riempirono le anfore fino all’orlo (cfr Gv 2,7). Si fidano della Madre, e fanno subito e bene ciò che viene loro richiesto, senza lamentarsi, senza calcoli.

In questa Giornata Mondiale del Malato possiamo chiedere a Gesù misericordioso, attraverso l’intercessione di Maria, Madre sua e nostra, che conceda a tutti noi questa disposizione al servizio dei bisognosi, e concretamente dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati. Talvolta questo servizio può risultare faticoso, pesante, ma siamo certi che il Signore non mancherà di trasformare il nostro sforzo umano in qualcosa di divino. Anche noi possiamo essere mani, braccia, cuori che aiutano Dio a compiere i suoi prodigi, spesso nascosti. Anche noi, sani o malati, possiamo offrire le nostre fatiche e sofferenze come quell’acqua che riempì le anfore alle nozze di Cana e fu trasformata nel vino più buono. Con l’aiuto discreto a chi soffre, così come nella malattia, si prende sulle proprie spalle la croce di ogni giorno e si segue il Maestro (cfr Lc 9,23); e anche se l’incontro con la sofferenza sarà sempre un mistero, Gesù ci aiuta a svelarne il senso.

Se sapremo seguire la voce di Colei che dice anche a noi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela», Gesù trasformerà sempre l’acqua della nostra vita in vino pregiato. Così questa Giornata Mondiale del Malato, celebrata solennemente in Terra Santa, aiuterà a realizzare l’augurio che ho espresso nella Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia: «Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con [l’Ebraismo, con l’Islam] e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione» (Misericordiae Vultus, 23). Ogni ospedale o casa di cura può essere segno visibile e luogo per promuovere la cultura dell’incontro e della pace, dove l’esperienza della malattia e della sofferenza, come pure l’aiuto professionale e fraterno, contribuiscano a superare ogni limite e ogni divisione.

Ci sono di esempio in questo le due Suore canonizzate nello scorso mese di maggio: santa Maria Alfonsina Danil Ghattas e santa Maria di Gesù Crocifisso Baouardy, entrambe figlie della Terra Santa.  La prima fu testimone di mitezza e di unità, offrendo chiara testimonianza di quanto sia importante renderci gli uni responsabili degli altri, di vivere l’uno al servizio dell’altro. La seconda, donna umile e illetterata, fu docile allo Spirito Santo e divenne strumento di incontro con il mondo musulmano.

A tutti coloro che sono al servizio dei malati e dei sofferenti, auguro di essere animati dallo spirito di Maria, Madre della Misericordia. «La dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio» (ibid., 24) e portarla impressa nei nostri cuori e nei nostri gesti. Affidiamo all’intercessione della Vergine le ansie e le tribolazioni, insieme alle gioie e alle consolazioni, e rivolgiamo a lei la nostra preghiera, perché rivolga a noi i suoi occhi misericordiosi, specialmente nei momenti di dolore, e ci renda degni di contemplare oggi e per sempre il Volto della misericordia, il suo Figlio Gesù.

Accompagno questa supplica per tutti voi con la mia Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 15 settembre 2015

Memoria della Beata Vergine Maria Addolorata  

Francesco

Fonte: Vaticano


Il “pane nero” al carbone vegetale non fa bene: ecco perché

Il “pane nero” al carbone vegetale non fa bene: ecco perché

Nessun beneficio dal “pane nero” al carbone vegetale. La dottoressa Sara Testa, dietologa del Centro Obesità dell’ospedale Humanitas, boccia il consumo di questo tipo di pane ottenuto dall’aggiunta di carbone vegetale – da non confondersi con altre varietà di pane scuro come quello di segale – perché privo di proprietà salutari: «È calorico tanto quanto il pane tradizionale e il carbone vegetale non dà alcun beneficio alle persone che accusano flatulenza o problemi come la sindrome del colon irritabile».

Il carbone vegetale, dal punto di vista nutrizionale, non dà alcun valore aggiunto, tutt’altro: «È un colorante potenzialmente cancerogeno – aggiunge la specialista – perché ottenuto dalla combustione. La quantità aggiunta per la produzione del cosiddetto “pane nero” è molto più bassa di quella che potrebbe avere un potenziale farmacologico in pazienti con problemi intestinali. E per questo scopo, inoltre, anche le compresse al carbone vegetale raramente risultano efficaci».

Aggiunta di carbone vegetale di dubbia utilità

«Gli integratori a base di carbone vegetale sono consigliati per contrastare disturbi intestinali, flatulenza e gonfiore grazie alle sue proprietà adsorbite dei gas intestinali. L’aggiunta di questo additivo come colorante nei prodotti da forno è tuttavia di dubbia utilità, perché non si conosce ancora se questi benefici sono ugualmente presenti nel momento che il carbone vegetale viene inserito come ingrediente in una matrice alimentare complessa», aggiunge la dottoressa Manuela Pastore, dietista di Humanitas.

Quali indicazioni dare al consumatore? «Chi, acquistando un prodotto al carbone vegetale, pensa di comprare un prodotto salutare sbaglia: non è nemmeno “dietetico” perché ha le stesse calorie del pane bianco ma anche del pane integrale, che risulta invece indicato per chi vuole aumentare l’apporto di fibre», risponde la dottoressa Testa.

I prodotti da forno con carbone vegetale non potranno essere chiamati “pane”

A dicembre, il ministero della Salute è intervenuto con una nota sulla questione del “pane nero” al carbone vegetale. Il ministero ha dato alcune indicazioni su denominazione, produzione ed etichettatura del prodotto dopo le richieste di chiarimento di diverse associazioni di categoria.

Secondo il ministero questa sostanza può essere aggiunta ma solo in qualità di colorante: “È ammissibile la produzione di un ‘prodotto della panetteria fine’ denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea”, dice il ministero.

Non è ammissibile – continua la nota – chiamare questo prodotto ‘pane’, né fare riferimento al ‘pane’ nell’etichettatura, nella sua presentazione e pubblicità, sia nel caso di prodotto preconfezionato che sfuso. Inoltre non sarà ammesso fare riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale alla luce del “chiaro impiego dello stesso esclusivamente quale additivo colorante”.

Fonte: Humanitas


Dieta e sport: i buoni propositi sono sempre buoni? 5 idee da evitare

Dieta e sport: i buoni propositi sono sempre buoni? 5 idee da evitare

Perdere qualche chilo di troppo e (ri)mettersi in forma. I buoni propositi per l’anno nuovo riguardano il proprio benessere fisico ma può capitare che dalle migliori intenzioni si passi ai peggiori risultati. I buoni propositi non sempre sono tali: se regna l’improvvisazione e se si punta a obiettivi azzardati questi possono trasformarsi in un rischio per la salute.

Ecco 5 abitudini diffuse che nascondono insidie:

dieta-sportivo_rid“Con l’anno nuovo, tutti i giorni in palestra”. L’esercizio fisico è sempre questione di misura ed equilibrio, come ricorda la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’esercizio dell’ospedale Humanitas: «Chi vuole andare tutti i giorni in palestra per fare esercizi di forza o per usare le macchine sbaglia. Il suggerimento è di andarci 2-3 volte a settimana in giorni non consecutivi e di allenare gruppi muscolari diversi a ogni seduta».

  • “Andrò a correre tutte le mattine”. Anche l’attività fisica aerobica, come la corsa, non dev’essere presa sottogamba: «Chi non è allenato non può pensare di fare “tutto e subito”. Un ragazzo, anche in salute e che potrebbe beneficiare da un tipo d’esercizio anche se intenso come la corsa, se è fuori allenamento potrebbe andare incontro a dei rischi. Quando si decide di iniziare a praticare attività fisica si deve partire a piccoli passi e, soprattutto, si deve definire l’obiettivo, il “perché” si comincia a fare sport, se per dimagrire, per il benessere generale o per tonificare la muscolatura. Una valutazione clinico-medica è utile per definire il perimetro dell’attività fisica, come e quando farla».

Subito a dieta in modo scorretto? Rischio “yo-yo”

  • perdere-peso-prendendosi-una-pausa-di-dodici-ore-dieta“Questo è il corso che fa per me: lo fanno tutti”. Ogni anno arrivano nelle palestre italiane le ultime novità del fitness, ma non sempre i corsi di tendenza vanno bene per tutti: «La popolarità di un corso non è sinonimo di efficacia generale – avverte la specialista. Tutte le discipline, anche quelle importate nelle nostre palestre e di moda, devono essere vagliate con attenzione perché ogni tipo di attività fisica dev’essere commisurato alle proprie caratteristiche».
  • “In queste feste ho mangiato troppo: a pranzo solo barrette”. Chi vuole far sparire i chili lasciati in eredità dalle feste non ha a disposizione una bacchetta magica: «Mangiare per un mese barrette energetiche a pranzo e insalata a cena è una pratica scorretta. Chi vuole perdere un po’ di peso può decidere di cambiare dieta, sempre con criterio e magari con l’aiuto di uno specialista, ma questo deve diventare un’abitudine, una costante. Tagliare drasticamente le calorie espone al rischio dell’effetto “yo-yo”: chi perde subito qualche chilo può riprenderli nei punti sbagliati, ad esempio a livello addominale. E il grasso addominale è un fattore di rischio metabolico», sottolinea la professoressa.

Attenzione a eliminare i carboidrati dalla dieta

  • la-giusta-alimentazione“Da gennaio niente più carboidrati”: «Eliminare dall’oggi al domani un nutriente importante come i carboidrati è pericoloso. I carboidrati sono una categoria molto vasta, presenti in tantissimi alimenti e pertanto bisogna selezionarli. Inoltre il nostro organismo ha bisogno di glucosio, quello che conta è la sua fonte: pasta (meglio se integrale), yogurt, frutta, cereali integrali sono buone fonti di carboidrati, meglio rinunciare a snack salati e contenere il consumo di dolci, zuccheri e farine raffinate», conclude la professoressa Lucini.

 

Fonte: Humanitas


Sonno, meglio dormire poco che “a singhiozzo”

Sonno, meglio dormire poco che “a singhiozzo”

Meglio poche ore di sonno che dormire “a singhiozzo”. Il sonno interrotto, infatti, sarebbe nemico del buonumore. A dirlo una ricerca della Johns Hopkins University di Baltimora (Stati Uniti) pubblicata sulla rivista scientifica Sleep. Leggi altro


1 2 3 4 5 6 7 8   Next »