Cervello, giochi e attività per la mente: terapeutico

Dieta e malattie reumatiche: Marco Bianchi e il prof. Selmi


Cosa può fare l’alimentazione per le malattie reumatiche? Tanto. Qualche esempio? I broccoli per proteggere le articolazioni dall’artrosi e la frutta secca per aiutare a prevenire la tiroidite autoimmune. La dieta “anti-infiammatoria”, gli alimenti che possono far bene a Leggi altro

Il mal di testa un campanello d’allarme per l’ipotiroidismo?


Il mal di testa come possibile “spia” di un aumentato rischio di ipotiroidismo? Emicrania, cefalea a grappolo o tensiva: le persone che ne soffrono potrebbero andare incontro a questa disfunzione tiroidea. A suggerirlo è un team della University of Cincinnati Leggi altro

Meningite, Iss: quali vaccini esistono e chi dovrebbe vaccinarsi


Sulla meningite non c’è alcuna emergenza. Per l’Istituto superiore di Sanità “l’epidemia è solo mediatica” e per il ministero della Salute “al momento non esiste alcuna situazione epidemica”. Di fronte al susseguirsi di casi di meningite, anche fatali, in tutta Leggi altro

Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici


Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici Criticità assistenziali nella gestione della persona affetta da sindrome da allettamento in RSA e RSSA, percorso ed ottimizzazione delle risorse. Numero chiuso a 50 partecipanti (anche OSS). Leggi altro

Corso ECM - Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO


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Cervello, giochi e attività per la mente: un aiuto contro l’invecchiamento

cruciverbaI giochi e le attività per la mente che hanno riempito le giornate estive non sono un semplice passatempo ma un vero e proprio supporto per la salute del cervello. Dai classici cruciverba con carta e penna ai videogame ai quiz di logica su smartphone e tablet, qualsiasi attività che stimola la memoria e l’apprendimento è una difesa contro l’invecchiamento cerebrale.

«Si può pensare a una sorta di uso “terapeutico” di giochi e attività per la mente», dice il dottor Vincenzo Tullo, specialista neurologo e responsabile dell’ambulatorio sulle cefalee di Humanitas LAB. «Il cervello – continua – può funzionare come un muscolo, può fare “ginnastica” se viene sottoposto di frequente a stimoli come lo studio, l’apprendimento di una lingua straniera o i giochi, per l’appunto. Tutte queste attività aumentano le nostre capacità cerebrali perché aumentano le connessioni fra neuroni stimolando i cosiddetti fattori di crescita». (Per approfondire leggi qua: Cubo di Rubik da record: meno di 6 secondi. Solo questione di velocità?)

«Più siamo abili a sfruttare le capacità cerebrali, le nostre potenzialità, dal linguaggio alla logica alla memoria, più il cervello è in forma, al di là delle componenti genetiche strutturali di ciascuno».

Il cervello resta “in forma” grazie alla formazione di nuovi circuiti cerebrali

Diversi studi hanno dimostrato i benefici di queste attività sul cervello. Tra questi un lavoro della Pennsylvania State University (Stati Uniti) pubblicato su Journal of Neurolinguistics: imparare una nuova lingua modifica non solo l’attività del cervello ma anche la sua struttura dal momento che si creano connessioni cerebrali più forti. Secondo i ricercatori, imparare una nuova lingua aiuterebbe addirittura a invecchiare meglio.

«La cosa che ci differenzia dal mondo animale è la corteccia cerebrale: 30 miliardi di neuroni e un numero ancora più elevato di interconnessioni. Dal momento che i neuroni non si moltiplicano, il cervello può comunque continuare a svilupparsi grazie a nuovi contatti fra le cellule, a nuovi circuiti. Il fine è poter beneficiare di performance cognitive migliori», sottolinea lo specialista.

Il cervello può essere dunque stimolato a qualsiasi età?

«Certamente. Stimolare continuamente il cervello può essere utile anche per il trattamento di malattie neurodegenerative o della demenza, condizioni tipiche della terza età: se ne può rallentare il decorso», conclude il dottor Tullo.

Con gli anni il cervello va inevitabilmente incontro a un calo delle performance cognitive, ma nulla è perduto. Uno studio dell’università di Burnaby (Canada) ha visto come linvecchiamento cerebrale parta addirittura dopo i 24 anni, tuttavia il cervello è in grado di compensare questo calo con alcune strategie e imparando a sfruttare meglio le risorse a disposizione.

Le nuove tecnologie potrebbero aiutare (Per approfondire leggi qua: Cervello, smartphone e tecnologia per conservare la memoria). Un team di ricercatori dell’università di Zurigo (Svizzera) ha osservato come l’uso del touch screen degli smartphone porti a un rimodellamento della corteccia somatosensoriale, l’area deputata alla rielaborazione delle informazioni che provengono dalle dita.

Fonte: Humanitas

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