Colesterolo e broccoli, una collaborazione positiva

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Meningite, Iss: quali vaccini esistono e chi dovrebbe vaccinarsi


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Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici


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Colesterolo e broccoli, una collaborazione positiva!

broccliDue gruppi di ricerca inglesi e indipendenti (Institute of Food Research e Università di Reading,) hanno pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Nutrition and Food Research i risultati di studi che evidenzierebbero un effetto benefico di una varietà di broccoli, particolarmente ricca di glucorafanina, sul livello di colesterolo cattivo LDL riducendolo del 6%.

130 volontari hanno assunto per tre mesi 400 gr di broccoli alla settimana: il livello del colesterolo cattivo LDL, misurato prima e dopo “la cura”, si è ridotto di circa il 6 %.

Trasferendo questi risultati sulla popolazione sana generale, si deduce che si potrebbe ottenere una riduzione del 6% della probabilità di eventi cardiovascolari, che conosciamo con il nome di malattia delle coronarie o infarto, delle carotidi, di ictus cerebrale e di aterosclerosi.

broccoliLa glucorafanina svolge la propria funzione agendo sui mitocondri, organi della “respirazione” cellulare che convertono in energia gli zuccheri e i grassi, che, se assunti in eccesso con l’alimentazione abituale, si accumulano sotto forma di colesterolo. Questo processo, a lungo andare, può provocare infiammazione della parete delle arterie e accelerarne l’invecchiamento naturale, causando aterosclerosi. Sembra che la glucorafanina, trasformandosi in sulforafano, sia in grado di contrastare questo processo, e di rimettere in equilibrio il metabolismo cellulare.

«Il colesterolo di per sé non è una sostanza nociva: se il suo livello normale nel sangue è intorno a 200 mg/dl, significa che all’organismo serve, altrimenti il suo livello normale sarebbe intorno a 10. Anzi, una parte del colesterolo è “buona”, ed è una straordinaria riserva di energia della quale le cellule hanno bisogno per funzionare: non solo, ma costituisce la materia base che le cellule utilizzano per rinnovarsi, che l’embrione utilizza per costruirsi, che il nostro corpo usa per produrre molte sostanze indispensabili, inclusi i nostri ormoni naturali» spiega la dottoressa Lidia Rota, responsabile del Centro di prevenzione cardiovascolare di Humanitas e presidente di ALT.

Consumiamo il colesterolo cattivo LDL muovendoci

La frazione “cattiva” LDL invece è quella che consumiamo muovendoci e facendo attività fisica: se rimane a livelli troppo elevati e troppo a lungo, provoca infiammazione delle pareti delle arterie che reagiscono producendo placche aterosclerotiche e infine trombosi, che chiude le arterie e causa eventi drammatici come l’infarto, la malattia delle carotidi, l’ictus cerebrale, la malattia delle arterie delle gambe, detta anche malattia delle vetrine o arteriopatia periferica.

«È importante capire quali meccanismi danneggiano le cellule del nostro corpo e quali le proteggono: senza esagerare, informandosi nel modo giusto e soprattutto non accontentandosi di conoscere, ma applicando i risultati della ricerca scientifica a nostro vantaggio. Consumiamo il colesterolo muovendoci, non solo prendendo farmaci, soprattutto se non abbiamo mai avuto eventi vascolari. Non dimentichiamoci inoltre che i broccoli sono ricchi di vitamina K, che può interferire con i meccanismi della coagulazione del sangue rendendo meno efficace l’azione di alcuni farmaci anticoagulanti, come i dicumarolici. Come sempre, i dati pubblicati su riviste scientifiche vanno interpretati e usati con buon senso, con l’aiuto del proprio medico» conclude la specialista.

Fonte: Humanitas

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