Diabete di tipo 2? Colazione energetica e cena leggera

Dieta e malattie reumatiche: Marco Bianchi e il prof. Selmi


Cosa può fare l’alimentazione per le malattie reumatiche? Tanto. Qualche esempio? I broccoli per proteggere le articolazioni dall’artrosi e la frutta secca per aiutare a prevenire la tiroidite autoimmune. La dieta “anti-infiammatoria”, gli alimenti che possono far bene a Leggi altro

Il mal di testa un campanello d’allarme per l’ipotiroidismo?


Il mal di testa come possibile “spia” di un aumentato rischio di ipotiroidismo? Emicrania, cefalea a grappolo o tensiva: le persone che ne soffrono potrebbero andare incontro a questa disfunzione tiroidea. A suggerirlo è un team della University of Cincinnati Leggi altro

Meningite, Iss: quali vaccini esistono e chi dovrebbe vaccinarsi


Sulla meningite non c’è alcuna emergenza. Per l’Istituto superiore di Sanità “l’epidemia è solo mediatica” e per il ministero della Salute “al momento non esiste alcuna situazione epidemica”. Di fronte al susseguirsi di casi di meningite, anche fatali, in tutta Leggi altro

Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici


Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici Criticità assistenziali nella gestione della persona affetta da sindrome da allettamento in RSA e RSSA, percorso ed ottimizzazione delle risorse. Numero chiuso a 50 partecipanti (anche OSS). Leggi altro

Corso ECM - Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO


Sabato 22 ottobre 2016 si svolgerà, presso l’Auditorium della Residenza Villa Genusia di Ginosa Marina (TA), il corso di aggiornamento dal titolo “Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO”. L’evento organizzato dalla SNAMID (Società nazionale di Leggi altro

Contro il diabete di tipo 2 si può ottenere una migliore risposta metabolica se si assumono più calorie al mattino rispetto alla sera.

 

Le persone affette da diabete di tipo 2 beneficiano di un miglior controllo del livello di zuccheri nel sangue con una dieta che combina una colazione energetica a una cena poco calorica.

In tal modo è possibile ottimizzare il controllo metabolico ed evitare complicazioni. A sostenerlo è uno studio di un gruppo di ricercatori provenienti dalle Università di Gerusalemme, Tel Aviv e Lund in Svezia.

La ricerca, pubblicata su Diabetologia, è stata condotta su 18 persone affette da diabete di tipo 2 da meno dieci anni, di età compresa fra i 30 e i 70 anni, in trattamento con dieta e/o metformina, il farmaco di prima scelta per il diabete di tipo 2. I soggetti sono stati divisi in due gruppi con un diverso regime alimentare: uno combinava appunto colazione molto calorica e cena poco energetica (dieta B), l’altro ne invertiva l’apporto calorico (dieta D). La dieta è stata seguita per sei giorni a casa, il settimo giorno in clinica per far prelevare campioni di sangue prima di ogni pasto e poi a più riprese nell’arco della giornata. Sono stati così misurati i livelli di glucosio, di insulina e di peptide-C, un suo componente, e di Glp 1, un ormone che stimola il rilascio di insulina. Dopo due settimane i due gruppi hanno invertito la dieta. Gli orari dei pasti erano 8 per la colazione, 13 per il pranzo e 19 per la cena.

L’importanza della colazione mattutina

Il livello di glucosio dopo i pasti era del 20% più basso e quelli di insulina, peptide C e Glp 1 più alti del 20% nei pazienti della dieta B. Un precedente studio degli stessi ricercatori mostrava come la dieta B riducesse la glicemia post prandiale (livelli di zuccheri nel sangue dopo un pasto) negli individui obesi non diabetici. Inoltre, come sottolinea il dottor Cesare Berra, responsabile del reparto di Diabetologia di Humanitas, «sempre secondo studi precedenti, il mancato apporto di energia al mattino per aver saltato la colazione, porterebbe a un maggior rischio di sviluppare obesità e patologie metaboliche».

«Questo studio, anche se con le dovute limitazioni (scarsa numerosità dei soggetti esaminati, differente livello di stato nutrizionale e Indice di massa corporea, differente trattamento farmacologico) – continua l’esperto – ha dimostrato come un maggiore apporto calorico al mattino rispetto alla sera permette alle cellule beta pancreatiche che producono insulina una migliore risposta metabolica determinando un incremento dell’apporto di glucosio ai muscoli mediante l’azione dell’insulina stessa».

«Inoltre – prosegue – gli orari dei pasti possono essere un fattore importante per migliorare l’equilibrio del glucosio e prevenire complicazioni. Risulterebbe quindi importante oltre a cosa si mangia (sempre suggerita una dieta mediterranea limitata in grassi animali ma tendenzialmente equilibrata nei nutrienti necessari) anche quando si mangia, ed evitare digiuni prolungati porterebbe comunque dei benefici al nostro organismo. Come dicevano le nostre nonne saltare la prima colazione non è salutare», conclude.

Commento del dottor Cesare Berra – Responsabile delle Malattie Metaboliche in Humanitas

Fonte: Humanitas

Aggiungi un commento