Musicoterapia contro Alzheimer e demenze

Dieta e malattie reumatiche: Marco Bianchi e il prof. Selmi


Cosa può fare l’alimentazione per le malattie reumatiche? Tanto. Qualche esempio? I broccoli per proteggere le articolazioni dall’artrosi e la frutta secca per aiutare a prevenire la tiroidite autoimmune. La dieta “anti-infiammatoria”, gli alimenti che possono far bene a Leggi altro

Il mal di testa un campanello d’allarme per l’ipotiroidismo?


Il mal di testa come possibile “spia” di un aumentato rischio di ipotiroidismo? Emicrania, cefalea a grappolo o tensiva: le persone che ne soffrono potrebbero andare incontro a questa disfunzione tiroidea. A suggerirlo è un team della University of Cincinnati Leggi altro

Meningite, Iss: quali vaccini esistono e chi dovrebbe vaccinarsi


Sulla meningite non c’è alcuna emergenza. Per l’Istituto superiore di Sanità “l’epidemia è solo mediatica” e per il ministero della Salute “al momento non esiste alcuna situazione epidemica”. Di fronte al susseguirsi di casi di meningite, anche fatali, in tutta Leggi altro

Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici


Corso ECM per infermieri, fisioterapisti e medici Criticità assistenziali nella gestione della persona affetta da sindrome da allettamento in RSA e RSSA, percorso ed ottimizzazione delle risorse. Numero chiuso a 50 partecipanti (anche OSS). Leggi altro

Corso ECM - Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO


Sabato 22 ottobre 2016 si svolgerà, presso l’Auditorium della Residenza Villa Genusia di Ginosa Marina (TA), il corso di aggiornamento dal titolo “Importanza della diagnosi precoce e della terapia del paziente BPCO”. L’evento organizzato dalla SNAMID (Società nazionale di Leggi altro

Musicoterapia contro Alzheimer e demenze

Musicoterapia ed esercizio fisico aiutano a migliorare le capacità cognitive e a contrastare l’insorgere delle patologie neurodegenerative, Alzheimer demenze. Con risultati che possono essere definiti sorprendenti: con tre mattine di esercizi musicali e fisici a settimana, circa l’80% degli anziani hanno fatto registrare miglioramenti cognitivi significativi, e un altro 20% è rimasto stabile rispetto alle proprie condizioni di partenza.

A parlarne è Michela Matteoli, Direttore dell’Istituto italiano di Neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche e Direttore del Programma di neuroscienze in Humanitas: «Lo studio che ha portato a questi risultati si chiama “Train the Brain” ed è un progetto sviluppato sulla base di un’idea di Lamberto Maffei dell’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IN-CNR), che ho l’onore di dirigere da qualche mese. I soggetti con problematiche neurodegenerative che hanno partecipato al progetto, reclutati con la cooperazione dei medici di medicina generale, hanno partecipato per sette mesi ad attività volte a stimolare i diversi domini cognitivi, ad attività di musicoterapia e di esercizio fisico. Le attività si sono svolte tre mattine a settimana».

La musicoterapia aiuta a prevenire a demenza

Dai risultati raccolti è emerso che «l’80% dei pazienti che hanno partecipato hanno mostrato un significativo miglioramento cognitivo; del restante 20% la stragrande maggioranza è rimasta stabile mentre i soggetti del gruppo di controllo hanno presentato, nello stesso arco di tempo, un peggioramento rilevante», spiega la studiosa. Non solo: l’aspetto importante è che i trattamenti praticati hanno fatto registrare nei pazienti che hanno partecipato allo studio anche «variazioni della funzionalità vascolare, tra cui un aumento dell’afflusso sanguigno nel cervello e una miglior risposta cerebrale a compiti impegnativi».

Musicoterapia, stimolazioni cognitive ed esercizio fisico aiutano dunque a prevenire le demenza, Ma anche l’alimentazione ha un ruolo di primaria importanza sul mantenimento delle funzionalità cerebrali: «Conosciamo da anni il “potere” di alcuni alimenti, quali le antocianine, contenute nella frutta rossa, nel proteggere le funzioni cardiovascolari e nel potenziare le capacità cognitive – conclude la studiosa –. Così come sappiamo che una cattiva alimentazione, l’obesità e le sindromi metaboliche sono associate a una maggiore incidenza di demenza di Alzheimer», conclude l’esperta Professoressa Michela Matteoli responsabile del Programma di Neuroscienze in Humanitas e Direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR.

Fonte: Humanitas

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